Tokyo, Harajuku, estate del 1979
C'è una strada, una grande, ma nessun veicolo -a parte forse un'autocisterna Sherman- può sperare di passarci attraverso. Eppure l'intera area è afflitta da un'ingorgo di traffico -un ingorgo umano. Migliaia di ragazzini vestiti con toghe dai colori sgargianti e sbrilluccicanti stanno danzando in gruppi con una sincronizzazione snervante, da robot. Come in molte riunioni di ragazzi prima e dopo di loro, l'atmosfera ricorda vagamente i festival religiosi. Ma oggi non è vacanza. E' solamente un altro fine settimana nel Paradiso dei Pedoni (
hokosha tengoku), una parte della città sotto occupazione da parte di una massa di danzatori di strada conosciuti come
Takenokozoku (
Tribù del Germoglio di Bambù).
Le ragazze adolescenti in mezzo alle fila superano di gran numero i ragazzi, e furono le prime ragazzine a reinventare in ditretto Harakuju di Tokyo come paradiso per le culture di strada e le mode deliranti. Le ragazze Takenokozoku si ricoprivano di accessori economici come fischietti di plastica, perle e animali di peluche comprati nei negozietti di quartiere, un look che anticipava quello che le Decora avrebbero messo in atto decenni più tardi. Le boutique e i designer locali ispiravano i vestiti che loro indossavano, ma le ragazze optavano spesso per farsi gli abiti da sole, più come le Gothloli di oggi. La maggior parte di questi ragazzini veniva dalla periferia, ma la storia è ancora in debito con loro per essere state le prime Harajuku Girls in assoluto.
Decenni più tardi, i turisti ansiosi di fissare le ragazze vestite in modo strambo di oggi nel loro habitat naturale devono superare marciapiedi super-affollati e scalare gli spartitraffico per cogliere uno sguardo di quelli che possono essere al massimo una trentina di ragazzi in costume, nei giorni migliori. Ma durante la breve ma memorabile epoca d'oro dei danzatori di strada, una striscia di strada lunga mezzo miglio dietro lo Yoyogi Park di Harajuku era proibita al traffico -da qui, il soprannome Paradiso dei Pedoni dell'area. Le Takenokozoku non si recavano lì solo per farsi un giro. Le ragazze vi giungevano apposta per danzare, danzare, danzare.

A partire dal 1978, i ragazzini che erano troppo giovani (o non avevano abbastanza soldi) per andare in discoteca iniziarono ad invadere il Paradiso dei Pedoni con una frotta di stereo portatili. Ne derivò un party all'aperto epico. Durante il picco di questa mania, nell'estate del 1979, qualcosa come circa 5.000 adolescenti si riunivano ogni settimana per eseguire le loro danze coreogafate in mezzo alla strada. L'enorme folla si divideva in gruppi -che avevano nomi quali
The Runners,
Rainbow and Elegance,
Utopia,
Angels e
Friends- che si riconoscevano tra di loro attraverso striscioni giganti e i nomi dei gruppi cuciti sui vestiti.
Le Takenokozoku non erano cattive nello stesso senso incivile delle bande di ragazze Sukeban, ma un paragone con uno stormo di locuste non ci starebbe proprio male. Il comportamento più delinquente al quale si lasciavano andare era rubare gli striscioni pubblicitari dai negozi di periferia durante la notte. Gli striscioni pubblicitari erano indossati come mantellina, cosicchè molte ragazze sembravano vendere macchine usate.
Questo culto prese il nome e lo stile dalla boutique di designer di Harajuku chimata Takenoko (Piccolo Bambù), che aprì nel 1978. Il negozio vendeva abiti larghi ispirati agli abiti tradizionali giapponesi, come i kimono dell'era Heian (dal 794 al 1185 d.C.). Gli articoli di marca di Takenoko erano molto costosi, così i ragazzini nei quartieri di periferia di Chiba e Saitama provarono e ricreare lo stesso look meglio che potevano, con qualsiasi mezzo possibile. Il risultato furono che stile chic del Vecchio Mondo.

Le Takenokozoku si adornavano con abiti cascanti, di solito pezzi unici di poliestere abbastanza brillanti da attirare i colibrì (rosa shocking, viola, blu, e lilla) e decorati con i caratteri kanji. Come pezzo di sotto, esibivano pantaloni larghi; i loro piedini danzanti erano tipicamente avvolti in comode ciabattine da scuola e scarpe da kung-fu.
Più di ogni altra cosa, le ragazze Takenokozoku sembravano dei bambini intenti a giocare a provarsi i vestiti della mamma. I loro accessori preferiti includevano fiocchi troppo grandi; lunghe collane di perle finte; cappelli di plastica; e, per un tocco extra di stile da scuola elementare, un cartellino attaccato con scritto "Ciao, mi chiamo...". I vestiti così assemblati possono non aver avuto una grande storia, eppure lo stile Takenokozoku fu una grande svolta nella moda di strada giapponese almeno da un punto di vista chiave: non doveva nulla alle influenze occidentali.
Prima di loro, il distretto di Harajuku sostenitore degli stili stranieri era stato territorio di caccia per quei giovani adulti giapponesi che veneravano lo stile americano rock n' roll degli anni '50, rivestiti di jeans Levi's e vestiti di seconda mano che una volta erano appartenuti alle famiglie americane che viveano nei distretti militari. I rocker andavano orgogliosi dell'accurata attenzione che avevano per il dettaglio e per la loro conoscenza decennale della cultura pop e rock dei paesi stranieri.
Ma alle nuovissime Takenokozoku questo non importava affatto... beh, a loro non importava di nulla in verità. Volevano solo
fare festa. Inevitabilmente, ciò stava a significare gruppi coreografati che ballavano per strada.

Gli stessi passi richiamavano una somiglianza alla danza tradizionale Odori che veniva effettuata durante i festival religiosi di stagione in stagione in Giappone (in effetti, il Paradiso dei Pedoni era proprio un pezzo di un tempio shintoista). La danza Odori sembra anche essere l'antenata della danza Para Para alla quale molte delle ragazzine adolescenti di oggi dedicano la loro vita.
Tale danza era una specie di jive lento con le mani, un hocus pocus nel quale la maggior parte delle azioni erano confinate alla parte superiore del corpo. Uscirsene con delle mosse uniche e dall'espressività personale era una cosa guardata dall'alto in basso. L'obiettivo principale della danza delle Takenokozoku era ballare in formazione perfetta insieme a tutti gli altri. Questo fenomeno potrebbe sembrare un'ulteriore prova dell'importanza del conformismo nella società giapponese, ma, ancora una volta, alcuni balli di gruppo dell'Occidente non sono così diversi.
Nonostante si portassero dietro un carico di stereo portatili per tutto il tragitto dalle periferie, alle Takenokozoku importava poco della selezione musicale. Qualsiasi cosa fosse in cima alle classifiche di quei giorni (per lo più delle hit candy-pop adesso sconosciute, disco music europea, e i singoli che vendevano di più) andava bene abbastanza; che fosse
Arabesque,
Dschinghis Khan, le
Nolan Sisters, i
Dooleys, gli
ABBA, o l'
Electric Light Orchestra, sarebbe andata bene per la danza comune sincronizzata.
Naturalmente, i rocker grandi conoscitori della musica le odiavano appassionatamente, e spesso si avevano selvagge battaglie. I ragazzi potevano aspettarsi schiaffoni con le nocche da un momento all'altro, mentre le ragazze venivano apostrofate con urla del genere: "Tornatevene in campagna! Non siete di Tokyo!" da gruppi di bulli diligentemente vestiti come Elvis.

I media si innamorarono presto delle allegre, colorate Takenokozoku. L'estate del 1979 vide questi ragazzini ballare non solo per le strade, ma anche in televisione su programmi nazionali. La prima celebrità Takenokozoku fu coniata quando il ballerino Hiroyuki Okita fu tirato fuori dal Paradiso dei Pedoni da un'agenzia di talenti di successo per diventare una pop star e un attore televisivo. Ma questo si rivelò essere un colpo fatale per la scena, visto che ciarlatani cercatori di fama di tutte le età presto sommersero Harajuku. Le Takenokozoku, che non avevano nessuna profonda ideologia filosofica che le portava a continuare la loro cultura, si ritirarono abbastanza presto. Molte di loro si convertironon alla Prossima Grande Cosa: un deplorevole stile occidentalizzato conosciuto come Casual Americano (basti pensare a visiere da tennis, pattini in linea, e cardigan). Eppure, un'eco distante dell'influenza delle Takenokozoku si sente nell'aria ogni qual volta dei gruppi di ragazzi si riuniscono per gironzolare ad Harajuku. E quelle macchine di danza umane si agitano ancora per mostrare a rocker quello che valgono.
Dopo che le Takenokozoku si furono sciolte, i cloni di Elvis si impadronirono del Paradiso dei Pedoni e continuarono a fare il Peppermint Twist per le strade con tutta la loro forza. Nel 1990, durante un'era conosciuta come "boom delle band", la zona diventò un rifugio per la musica dal vivo e rimase tale finchè non fu riportato il traffico automobilistico nel 1998, e le porte del Paradiso dei Pedoni furono chiude a chiave per sempre.
Profile:
-
Controllo faccia!! Sopracciglia folte e zigomi messi in risalto
- Fischietto
- Perle
- Cintura fatta con una sciarpa
- Vestiti ripresi dalla boutique Takenoko
- Scarpe di scuola
- Stereo portatile
Ragazzo ideale:
Non c'è bisogno di macho men. Le ragazze Takenokozoku vogliono un ragazzo capace di fare sfoggio di sè in nauseanti sfumature di rosa, viola, e lilla. Deve essere un bravo ballerino e capace di proteggere la sua lei dai guardoni mentre lei si cambia velocemente i vestiti nel parco.
Oggetti da avere:
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Perle -brillanti e appariscenti-
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Vestiti larghi e mantelline Happi -ispirati dalla moda tradizionale giapponese che si trovava alla boutique Takenoko-
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Fischietto -per fischiare a ritmo di musica-
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Targhetta col nome -in caso ti dovessi dimenticare chi sei-
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Stereo portatile -per mettere le cassette delle ultime hit a palla, non è importante quale sia il tipo di musica-
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Scarpette da kung-fu o ciabatte di scuola -i piedi ti renderanno grazie-
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Fiocco -uno grande, come qualcosa uscito dalla moda anni '50-

Ex LondonAddicted, ex =Zoe._.TheRevenant=




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It's a ghost town, rabid underworld
dyonisian night, vitriolic twilight
a mirage comes up, it never ends
once you get burnt you're never the same...
(City of angels - The Distillers)
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